Wednesday, December 22, 2010

Auguri da Beauty and Passion

Carissime/i amiche/i di Beauty and Passion, vi ringrazio per le 10.000 visite!!!
Con questo post vi auguro un Buon Natale e un felice anno nuovo!!!



glitter-graphics.com

Galateo del regalo


Tra qualche giorno sarà Natale. Avete già acquistato tutti i regali da scambiare con parenti ed amici? Nel fare e ricevere un regalo, è sempre opportuno avere in mente alcune regole di buona educazione, per evitare brutte figure. 

Cosa scegliere?
La parola d'ordine è: essere appropriati. Regalare qualcosa di utile, a meno che non si abbia veramente bisogno, a volte può risultare noioso e poco accattivante (oggetti per la cucina, la biancheria per la casa ecc). Magari orientarsi su doni da regalare alla persona e non a quello che la circonda.  
Altra cosa da tenere in considerazione è il rapporto che avete con la persona alla quale è destinato. Se si ha di fronte una persona con la quale si ha un rapporto piuttosto superficiale, sarà bene evitare un regalo troppo personale, rischiando di non indovinare il gusto.

Quando si apre il regalo?
Chi riceve il dono lo scarta immediatamente ringraziando colui che gliel'ha regalato.

Riciclare?
Assolutissimamente no, sia che non ci piace (se non è piaciuto a noi non è detto che piaccia alla persona a cui lo regaliamo) e sia che ci priviamo per mancanza di tempo e lo doniamo ad una nostra amica all'avvicinarsi del Natale. I regali vanno acquistati con calma. Se  vediamo in un negozio qualcosa che davvero farebbe piacere a qualcuno che conosciamo, acquistiamolo e mettiamolo da parte, anche se manca ancora del tempo.


Come ringraziare?
I ringraziamenti vanno sempre fatti, anche se non piaccia il dono, ma non bisogna esagerare. Se vi è stato regalato un piccolo pensiero, non eccedete.
Se non vi piace o lo avete già, non fate commenti, accettate di cambiarlo solo se vi viene detto che potete farlo.
Se i regali non sono recapitati personalmente ma da un fattorino, chi riceve è tenuto a ringraziare: basta semplicemente una telefonata amichevole e cordiale.

Contraccambiare?
Sì, sempre. Il bon ton prevede di ricambiare qualsiasi pensiero.
Se capita un regalo inaspettato e quindi non avete provveduto a fare altrettanto, non scusatevi o presentatevi il giorno dopo con il vostro. Aspettate solo l’occasione migliore per ricambiare il pensiero.


Tuesday, December 21, 2010

Dolori mestruali: rimedi naturali


Molte donne ogni mese soffrono a causa dei dolori mestruali. Si tratta di un processo del tutto naturale, causato dalle contrazioni dell’endometrio che può causare fastidi molto forti al basso ventre e costringerci a stare distese nel letto.
Per alleviare i dolori si può ricorrere o a farmaci specifici (antiinfiammatori) o a rimedi naturali. In questo post vorrei condividere con voi alcuni consigli per superare al meglio le 24-48 ore di "sofferenza".

Infuso di alloro:
due tazze di infuso al giorno per una settimana prima e durante le mestruazioni con 20 grammi di foglie per ogni litro di acqua (tempo di infusione 5 minuti) 

Tisana di camomilla e menta:
Anche la camomilla e la menta aiutano a rilassare il basso ventre, una bella tisana durante i dolori provoca immediato sollievo.
La camomilla ha proprietà antinfiammatorie, antispasmodiche e carminative.

Tisana alla calendula:
Si inizia ad assumere 10 giorni prima dell’arrivo del ciclo. Tenere in infusione 5 grammi di fiori di calendula per 10 minuti in 100 ml d’acqua. Bere una tazza d’infuso tre volte al giorno, prima dei pasti.
 
Olio al gelsomino:
E' possibile utilizzare anche l'olio al gelsomino da spalmare sulla zona interessata con movimenti circolari. L'occorrente per realizzarlo è:  2 cucchiai di olio di mandorla e 3 gocce di essenza di gelsomino.

Se siete a conoscenza di altri rimedi naturali, e volete condividerli, scriveteli nei commenti.  


Ps: per dolori molto forti consultare il proprio medico o ginecologo

Thursday, December 16, 2010

Dieta mediterranea


La dieta mediterranea, sana e corretta, come dice la parola stessa, si basa su alimenti che provengono dalle terre che si affacciano sul mar Mediterraneo (pasta, pane, olio extravergine di oliva, frutta fresca, pesce azzurro, carni magre, uova, formaggi, legumi, cereali, ortaggi, e vino rosso).
Al contrario di uno "stile" di vita americano che abbonda di grassi animali e zuccheri, la dieta mediterranea si basa su alimenti di origine vegetale.


Una dieta stilata sul modello mediterraneo prevede:
cereali, pane, pasta e riso, come elementi basilari. La frutta, gli ortaggi, le verdure, il latte, lo yogurt, l'olio extravergine di oliva, possono essere consumati giornalmente, come moderazione per quanto riguarda il condimento. 
Il pesce, le carni bianche, i formaggi freschi, uova e legumi potranno essere consumati più volte durante la settimana ma non quotidianamente.
I dolci, le salse, i grassi ed il vino saranno consumati con moderazione.

Nella piramide alimentare mediterranea non esistono alimenti proibiti, ma soltanto cibi che vanno mangiati più o meno spesso.

Wednesday, December 15, 2010

Illuminante per il viso


Gli illuminanti sono delle sostanze cosmetiche in grado di rendere più luminosa una zona del viso.
In commercio esistono due tipi di illuminanti, ovviamente di colore chiaro:

- In polvere: se si vuole illuminare una zona particolare. Va applicato sopra il fondotinta con l’aiuto delle dita o con un pennello.
- In crema: si può mescolare con il trucco per avere un effetto ancora più luminoso.

Dove si applicano?
Possono essere applicati in varie parti del viso.
Sopra gli zigomi e sotto la parte più alta dell’arcata sopracciliare, dove devono essere sfumati bene, fino ad ottenere un risultato omogeneo.
Sul naso per assottigliarlo e sul mento per renderlo più dolce.
Sulle labbra per dare un effetto più carnoso. In questo caso l'illuminante sarà applicato sopra il labbro superiore e al centro del labbro inferiore.

Tuesday, December 14, 2010

Massaggio snellente


Dopo i vari post sulla cellulite, parliamo del massaggio snellente.
Sicuramente il massaggio snellente è ideale per stimolare in profondità la circolazione sanguigna.
Il massaggiatore, con le sue mani, svolge un'azione d'urto contro la cellulite, drenando i liquidi in eccesso, tramite manovre specifiche che riescono a riattivare la circolazione.

Il trattamento snellente si divide in due parti.
Si comincia con le frizioni con alcune fasce elastiche: si usano fasce in cotone elasticizzato, lunghe circa un metro con due anelli di corda alle estremità che permettono di afferrarle. La prima parte di stoffa viene a contatto con il corpo è ruvida o addirittura ricoperta da uno stato di crine per un'azione più decisa. Si comincia dal collo, per arrivare poi alle gambe.

L'effetto del massaggio snellente è duplice: uno più superficiale, l'altro più profondo.
I movimenti ritmici alternati nelle due direzioni, permettono di garantire una frizione sia dolce sia intensa risvegliando il micro circolo ed esercitando sulla pelle un leggero peeling che la rende più ricettiva ai trattamenti successivi.

La seconda fase del massaggio consiste nell'applicazione di prodotti che sciolgono i grassi.
Le mani del massaggiatore si soffermano in prevalenza sulle gambe maggiormente colpite dai cuscinetti di cellulite, cosparse prima di un cosmetico a base di centella asiatica ed ippocastano, ginepro, cipresso e limone: la centella in particolare ha un'azione antinfiammatoria e sgonfiante.
Le zone interessate vengono massaggiate prima a mani nude e poi con una bacchetta di legno levigato stimolando la lipolisi e quindi il massaggio avrà un effetto snellente.

Monday, December 13, 2010

Forfora: consigli per eliminarla


La forfora è formata da cellule superficiali del cuoio capelluto che si squama. Esistono due tipi di tipi di forfora: la forfora secca e la forfora grassa.

Forfora secca: prurito che si localizza vicino a tempie, orecchie e fronte ed è spesso visibile sugli indumenti.

Forfora grassa: non è molto pruriginosa, ha chiazze di aspetto untuoso, non molto visibili: solitamente non lascia traccia sugli abiti.

Ci sono molti fattori che possono favorire la formazione della forfora: lo stress, una dieta sbagliata, mancanza di adeguato riposo, uso troppo frequente di gel e spray. . Di solito la forfora è meno aggressiva durante l’estate, mentre aumenta d’intensità nei mesi freddi.

In ogni caso un trattamento antiforfora è indispensabile: deve contenere almeno uno dei 3 principi attivi: zinco o solfuro di selenio (per ridurre il numero di funghi); il catrame di carbone (per rallentare la produzione delle cellule dermiche); zolfo o acido salicilico (per eliminare le squame)


La scelta più valida per eliminare la forfora è utilizzare uno shampoo antiforfora o anti-prurito. Bisogna sceglierlo valutando vari parametri: bisogna considerare il proprio tipo di cuoio capelluto (grasso, secco, squamoso, irritato, ecc.), i capelli (fini, colorati, danneggiati) e per ultimo, ma non per importanza, il tipo di forfora (grassa, secca, persistente, occasionale).
Dopo lo shampo, si può utilizzare l' aceto di mele sui capelli.  

Altra cosa da tenere in considerazione è l'alimentazione: bisogna cercare di bere molto e di includere con la dieta vitamine e minerali e altri ingredienti naturali. I carboidrati non raffinati, gli integratori alimentari di vitamina B, le sostanze antiossidanti, vitamina C, vitamina E, beta-carotene e selenio, sono indicate per la forfora. Sono necessarie la vitamina A e l’oligoelemento zinco.

I massaggi di olio di oliva caldo, o vitamina E e olio di limone sul cuoio capelluto aiutano a staccare le scaglie eistenti (lasciare sui capelli per qualche ora e poi lavare con lo shampoo). Il massaggio quotidiano sul cuoio capelluto asciutto è utile per migliorare la circolazione.
 

Wednesday, December 8, 2010

Cioccolato: valori nutrizionali e proprietà

Il cioccolato è uno dei cibi preferiti da adulti e bambini. Da sempre è stato considerato un alimento poco sano, che fa ingrassare e fa venire i brufoli. Certo non bisogna esagerare, ma se assunto in quantità moderate, il cioccolato ha effetti terapeutici.
E' considerato il "cibo degli dei". Vediamone alcune proprietà.

Aiuta la concentrazione: uno dei maggiori componenti nel cioccolato è la teobromina, una xantina che stimola la muscolatura del cuore, accelerando il battito cardiaco e l’afflusso di sangue, favorendo così un miglioramento della capacità di concentrazione e dello stato di veglia.

 Abbassa la pressione: il cioccolato fondente avrebbe la capacità di ridurre la pressione del sangue, in particolar modo quella sistolica, grazie ai polifenoli in esso contenuti.  

 Migliora l’umore:  la fenil-etil ammina contenuta nel cioccolato aumenta la sintesi e la liberazione di endorfine a livello cerebrale. Il cioccolato ha un effetto antidepressivo.

 Combatte il gonfiore:  la teobromina attiva la funzionalità dei reni e stimolare la diuresi

Riduce il colesterolo:  i grassi contenuti nel cioccolato sono rappresentati dall’acido oleico e questa sostanze è contrasta l’attività del colesterolo cattivo, fa aumentare il colesterolo buono, HDL.


Dopo aver analizzato i benefici del cioccolato, analizziamone i valori nutrizionali
(Fonte: Lifegate.it)

Cioccolato fondenteproteine 3,2 g
lipidi 33,5 g
carboidrati 60,3 g
lecitina pura 0,3 g
teobromina 0,6 g
calcio 20 mg
magnesio 80 mg
fosforo 130 mg
ferro 2 mg
rame 0,7 mg
Vitamina A 40 IU
Vitamina B1 0,06 mg
Vitamina B2 0,06 mg
Vitamina C 1,14 mg
Vitamina D 50 IU
Vitamina E 2,4 mg
energia
kilojoule (kJ) 2080
kilocalorie (kcal) 495


Cioccolato al latte
 proteine 7,6 g
lipidi 32,3 g
carboidrati 57 g
lecitina pura 0,3 g
teobromina 0,2 g
calcio 220 mg
magnesio 50 mg
fosforo 210 mg
ferro 0,8 mg
rame 0,4 mg
Vitamina A 300 IU
Vitamina B1 0,1 mg
Vitamina B2 0,3 mg
Vitamina C 3 mg
Vitamina D 70 IU
Vitamina E 1,2 mg
energia
kilojoule (kJ) 2160
kilocalorie (kcal) 515


Cioccolato bianco
proteine 7,5 g
lipidi 37 g
carboidrati 52 g
lecitina pura 0,3 g
teobromina --
calcio 250 mg
magnesio 30 mg
fosforo 200 mg
ferro tracce
rame tracce
Vitamina A 220 IU
Vitamina B1 0,1 mg
Vitamina B2 0,4 mg
Vitamina C 3 mg
Vitamina D 15 IU
Vitamina E tracce
energia
kilojoule (kJ) 2260
kilocalorie (kcal) 540 


Tuesday, December 7, 2010

Capelli: vero o falso?

Siamo cresciute con alcune "credenze" sui capelli. Questo è un breve post per rispondere ad alcune domande.

In autunno e in primavera si perdono più capelli?
Sì, è vero, non bisogna preoccuparsi.

Da cosa dipende il colore del capello?
Il colore del capello dipende dalla presenza di una sostanza chiamata melanina: più è presente è più siamo scure, chi ne possiede di meno ha la chioma bionda.
Quando iniziamo ad invecchiare diminuisce la produzione della melanina e quindi compaiono i capelli bianchi.

Le donne hanno più capelli degli uomini?
Secondo alcune statistiche sì, le donne ne possiedono di più.

Perchè io ho i capelli ricci e un'altra li ha lisci?
La tipologia e la struttura del capello variano geneticamente.

Quanti capelli abbiamo?
In media ognuno di noi possiede tra gli 80.000 e i 120.000 e crescono di circa 12 mm al mese. Ogni giorno ne perdiamo 23/30 ma questi vengono subito sostituiti.

A cosa serve il sebo?
Il sebo ha la funzione di lubrificare il capello.

Bisogna spazzolare molto i capelli?
No, più si spazzolano e più si rischia di indebolirli, spezzarli e renderli opachi.

Come usare la piastra per capelli


Dopo aver scelto la piastra adatta per i nostri capelli, iniziamo ad usarla. E' regola asciugare prima i capelli con phon, magari dando già una piega in modo da agevolare il lavoro della piastra. Mi raccomando di non lasciare ciocche umide, altrimenti la piastra li renderà crespe e opache.
Dopo aver utilizzato il phon, mettiamo a riscaldare la piastra alla temperatura desiderata. Dividiamo i capelli in ciocche e dopo il click del termostato, iniziamo la nostra impresa :)
Iniziamo a lisciare le ciocche di capelli più in basso. Teniamo la piastra per pochi secondi e man mano scendiamo verso le punte con un movimento non troppo lento né troppo veloce. Possiamo passare la piastra diverse volte sulla stessa ciocca, ma non più di 3 volte
Continuiamo a lisciare le altre ciocche. Un consiglio è di lisciare i capelli a pochi millimetri dall'attaccatura, altrimenti ci scotteremo la testa.
Se non abbiamo i capelli perfettamente puliti, inumidiamo leggermente la chioma e poi asciughiamoli con una passata di phon in modo da prepararli per la piastra.

Dopo l'uso, la piastra va pulita. Lasciamola raffreddare e passiamo un panno leggermente umido e riponila al riparo dalla polvere.

Se non abbiamo un appoggio in marmo per poggiare la piastra e non vogliamo fare danni, possiamo utilizzare un tappetino, magari di silicone.

Come scegliere la piastra per capelli

La piastra per capelli è un accessorio indispensabile per coloro che non sono soddisfatte dei capelli naturali. Ricce e mosse, spendiamo volentieri un pò del nostro tempo per rendere il capello più liscio possibile.
Sappiamo però che il calore emanato dalla piastra non fa bene ai capelli, anzi li secca e li rovina.
Di piastre ce ne stanno tantissime sul mercato, diverse per prezzo, grandezza e caratteristiche.

Come scegliere la piastra giusta?
Prima dell'acquisto, dobbiamo valutare alcuni parametri.

Temperatura della piastra
Sarebbe utile acquistare una piastra con il controllo della temperatura: a seconda del proprio tipo di capello si usa una temperatura: più alta se i capelli sono spessi e ricci (fino a 200°C) e più bassa se i capelli sono sottili e mossi o già lisci (circa 150-180°C). Inoltre la temperatura per i ritocchi va tenuta più bassa rispetto a quando si utilizza la piastra per lisciare tutta la chioma.

Il rivestimento in ceramica
Le piastre per capelli rivestite in ceramica o in tormalina sono le migliori perchè fanno scorrere meglio la piastra sulla capigliatura, chiudono le squame del capello e distribuiscono il calore uniformemente.

La Piastra a Ioni
La piastra agli ioni rilascia una serie di particelle che rendono i capelli più morbidi e meno elettrici.

La Dimensione della Piastra
La dimensione della piastra va scelta in base al proprio gusto e alle proprie necessità: più sarà piccola e leggera, più sarà facile utilizzarla.

Monday, December 6, 2010

Matita labbra incolore



Ebbene sì! Esiste anche la matita incolore!!!

Che cosa è?
E' una semplice matita incolore, appunto, che ha la proprietà di volumizzare il contorno delle labbra. Il fatto di essere incolore permette di poterla abbinare a qualsiasi rossetto.

Come funziona?
Dato che volumizza il contorno labbra, ha la caratteristica di stendere le rughettine intorno alla bocca permettendo al rossetto o al lip di non sbavare.
Contiene diversi principi attivi che fanno bene al contorno labiale:
  • Acido Ialuronico: idratante, protettivo e antietà, contrasta la formazione dei radicali liberi
  • Capsicum: stimolante e riattivante della microcircolazione
  • Ginger: proprietà tonificanti e stimolanti

Makeup sposa


Il giorno del matrimonio non è la giornata adatta per fare esperimenti di makeup, il trucco dovrà essere provato con largo anticipo prima del fatidico giorno. La sposa deve essere truccata alla perfezioni ma in modo fresco e naturale da sembrare a viso pulito. Tranne gli occhi, o meglio le ciglia, sui quali è possibile eccedere.
Innanzitutto per avere un ottimo risultato dobbiamo avere un'ottima pelle, levigata, priva di punti neri, macchie scure, ecc. E' bene effettuare una pulizia del viso almeno quindici giorni prima delle nozze. Il giorno clou stendiamo una crema idratante, passiamo poi al fondotinta e al copriocchiaie. Adesso, una bella spolverata di cipria per fissare la base.
Passiamo agli occhi e sottolineamo il bordo inferiore dell’occhio con la matita un pò scura, sfumando il tratto in alto verso l’esterno. Applicchiamo un mascara waterproof a prova di lacrima.
I colori degli ombretti da utilizzare saranno abbastanza naturali: si potranno applicare tonalità di rosa, bianco, champagne.
Per quanto riguarda la bocca: contorniamo le labbra con una matita dello stesso colore del rossetto. La tonalità da scegliere sarà chiara, il rosa o il pesca. Infine, stendiamo un po’ di gloss trasparente al centro delle labbra, per dare luce e volume alla bocca.
Passiamo al blush molto naturale, la nuance sarà sul rosato, niente eccessi. Stendiamo un prodotto illuminante sugli zigomi e blocchiamo il tutto con un velo di cipria.

Torrone fatto in casa

Altro dolce tipo natalizio, oltre ai panettoni e pandori, è il torrone.
Per realizzarlo a casa ci servono:
  • Miele 250 gr.
  • Mandorle pelate 300 gr.
  • Nocciole tostate pelate 250 gr.
  • Zucchero 200 gr.
  • Albumi di tre uova
  • Ostie da torrone
Iniziamo
Mettiamo il miele a bagnomaria e portiamolo ad ebollizione a fuoco lento, mescolando spesso. Lasciamolo cuocere per un'ora. A questo punto montiamo a neve gli albumi e incorporiamoli al miele. Continuiamo a mescolare. Intanto versiamo lo zucchero in un tegame e, a fuoco lento, aspettiamo che prenda un colore dorato. Lo uniamo al miele e agli albumi. Continuiamo a cuocere il tutto e il composto cambierà  man mano consistenza, da soffice e quasi spumoso perderà  il volume indurendosi. Più cuocerà  più il torrone sarà duro.
Adesso aggiungiamo le mandorle e le nocciole e mescoliamo rapidamente. Dopo aver amalgamato, togliamo dal fuoco.
Stendiamo le ostie su un piano rigido e disponiamo sopra, aiutandoci con una spatola o con un coltello largo il torrone ancora caldo. Quando avremo ottenuto dei pezzi regolari copriamoli con le ostie e lasciamoli raffreddare.
Buon appetito!!

Sunday, December 5, 2010

Propoli proprietà


La propoli è una resina ricavata degli alberi, degli arbusti (pioppi, abeti, betulle, olmi) e dei germogli, raccolta dalle api che la arricchiscono con le proprie secrezioni ghiandolari.
Le api la utilizzano come collante per creare la struttura delle celle dell'alveare, per proteggere le larve dalle infezioni e difenderle dai microrganismi e dalle tossine. In poche parole, la propoli vine utilizzata per "sterilizzare" l'alveare.

Cosa contiene e di che colore è?

Contieneresine e balsami (50 per cento), cere (30 per cento), sostanze volatili (10%) flavonoidi (10%), pollini, minerali e vitamine.
A seconda della sede di raccolta il colore della propoli varia dal giallo-verde (quando prevalgono i pini) al rossastro (prevalenza di pioppi) fino al nero (prevalenza di betulle). L'odore e il sapore variano anche in base alle sostanze resinose.

Proprietà
E' un antibatterico naturale e stimola i processi immunitari. Il suo utilizzo principale è contro il mal di gola, le affezioni delle vie repiratorie (faringiti, tracheiti e tonsilliti) e le affezioni del cavo orale (gengiviti, infiammazioni della lingua e del palato). La quantità ottimale è 20-30 gocce disciolte in acqua o in una tisana.
E' impiegata anche sotto forma di unguento e pomata come cicatrizzante e disinfettante grazie alla notevole capacità di stimolo della rigenerazione dei tessuti in caso di ferite e piaghe.
Dato che i flavonoidi irrobustiscono le pareti capillari, la propoli svolge un'azione di prevenzione della permeabilità e fragilità capillare.
Migliora la secrezione dei succhi gastrici, favorisce la diuresi e l'assimilazione della vitamina C.

Pepite: Pellicine intorno alle unghie

Vi è mai capitato di avere delle pellicine intorno alle unghie, sul dito, che si "materializzano" nei momenti meno adatti, magari quando siamo nervose, e che fanno male, soprattutto per chi ha il "vizio" di tirarle?
Dal punto di vista estetico il consiglio è quello di tagliare e non tirare le pellicine che si formano vicino alle unghie con una piccola forbicina adatta.
Un ottimo metodo è quello di applicare la sera, una crema grassa per le mani oppure gocce di olio di mandorle dolci, con un leggero massaggio.
Una volta alla settimana, strofinare il bordo dell'unghia con uno scrub per il corpo e tenere le dita a bagno in una ciotolina di olio d'oliva mescolato in parti uguali con olio di mandorle.

Extension: da dove provengono e come si applicano

Ormai è una moda: allungare i capelli se non si ha pazienza di aspettare che riscrescano da soli o per cambiare il look di una sera. Il motto è: lunga capigliatura in poche ore.
Appurato che le extension sono fatte di capelli veri, esistono anche le extension con capelli finti, da dove provengono questi capelli?
Il tutto parte dall'India. Le ragazze, secondo una credenza indiana, donano i capelli al dio Vishnù, per aiutarlo a estinguere il suo debito nei confronti di Ruberà, il tesoriere degli dei. Ogni anno le donne si recano nel tempio e lì avviene il taglio rituale per offrire le ciocche alla divinità dalle quattro braccia.
Dopo il taglio, i capelli non appartengono più alle ragazze ma sono di proprietà del tempio. Una volta il dono sacrificale veniva bruciato, adesso il tempio decide di venderle alle industrie specializzate nella realizzazione delle parrucche. I capelli indiani sono perfetti: lisci e setosi.
Viaggio dall'Asia all'Europa
Le ciocche di capelli indiani arrivate in Europa, vengono lavate, depigmentate, colorate di nuovo. Alla fine si separano per dare vita alle extension che tutte conosciamo.
Come si applicano le extension?
Esistono diverse tecniche. I nostri capelli vengono legati alla base con delle ciocche o delle strisce di capelli.
A seconda del materiale usato si possono distinguere vari metodi di applicazione.
Filo elastico: si esegue una treccina o una tessitura per legare i capelli. I tempi sono molto lunghi, dalle cinque alle otto ore e la durata è di 3-4 mesi. Per toglierli basta tagliare il filo e i capelli si possono riutilizzare.

Cheratina o resina: il materiale, posto alla sommità della ciocca (o della striscia), viene riscaldato con una pinza e passa dallo stato solido a quello liquido. In questo modo aderisce alla ciocca di capelli e risolidificandosi si fonde con essa. Si esegue in circa 3 ore e dura 4-6 mesi. Le ciocche vengono smontate sciogliendo il punto di fusione con un apposito liquido e aiutandosi con una pinza. Le ciocche non si possono riutilizzare.

Microring: le ciocche si legano con dei piccoli anelli che vengono schiacciati con un'apposita pinza. Quando è ora di toglierle, gli anelli vengono aperti. Questa operazione si esegue in circa 3 ore, dura 3-4 mesi e le ciocche si possono riutilizzare.

Strisce con cheratina: si applicano alla base dei capelli facendone combaciare una striscia in senso orizzzontale con una striscia di extension tramite un nastro di cheratina. Durano 4 mesi. Per togliere si scioglie il nastro di cheratina, che può essere sostituito.


Friday, December 3, 2010

Dermatologia: Vitiligine

La vitiligine, diffusa soprattutto in Occidente (soffre il 4% della popolazione per la maggior parte donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni) è un di­sturbo della pelle che si manifesta con la comparsa di aree più chiare rispetto al re­sto del corpo. Queste macchie bianche si concentrano so­prattutto sul viso, at­torno alla bocca e agli occhi, sulle mani, i piedi e i genitali. La colorazione più chiara è legata ad una carenza (ipopigmen­tazione) o ad una tota­le assenza (depig­mentazione) di mela­nina, il pigmento scuro che conferisce alla pelle il colorito e che la difende dai raggi solari. La man­canza di melanina è dovuta all’ inattività dei melanociti, cellu­le che permettono alla pelle di assorbire l’ energia necessaria per dare via al pro­cesso che porta alla produzione della me­lanina.

Quando i melano­citi non funzionano a dovere, la pelle di­venta più chiara, in alcuni punti quasi bianca, ed è molto più delicata perché priva della naturale protezione. Chi sof­fre di vitiligine, quin­di, oltre ad avere un problema estetico, è più soggetto a scotta­ture e deve proteg­gersi sempre con un filtro solare nell’ esposizione al sole.
In estate infatti le persone con vitiligine corrono un rischio maggiore per la pelle. Le zone più chiare, prive di melanina, non si abbronzano mai e rischiano di scottarsi. Non solo: se il resto della pelle si scurisce, le aree bianche risultano ancora più evidenti. Quindi è importante utilizzare su tutto il viso un filtro solare ad alta protezione, da 30 in su. Le zone chiare possono essere rese meno evidenti con l’applicazione di un fondotinta colorato, anche questo però con un alto fattore di protezione solare per evitare scottature.
LE CAUSE DELLA VITILIGINE
Diverse cause con­corrono alla man­canza di melanina che è all’ origine del problema della vitiligine e alla conseguente comparsa di macchie bianche sulla pelle.
II disturbo della vitiligine è pro­babilmente dovuto a cause genetiche: si eredita dai genitori la predi­sposizione alla scarsa funzionalità o alla scomparsa dei melanociti in de­terminate aree del corpo.
Sono sicuramente coinvolte anche cause di tipo autoimmune: l’ orga­nismo di alcune persone produce anticorpi contro se stesso, cioè che attaccano le cellule dell’ individuo al quale appartengo­no. Ciò causa anche la distruzione dei melanociti e di melanina. Questa possibilità è avvalorata dal fatto che la vitiligine si presenta spesso nelle persone che sof­frono di diabete, di disturbi alla tiroide, di alcune forme di anemia e di altre malattie di origine autoimmune.
Anche lo stress è un fattore scatenante della vitiligine: in conseguenza di un’ intensa fatica psichica o fisica, il sistema nervoso produce sostan­ze tossiche, chiama­te catecolamine, in grado di danneg­giare i melanociti e la produzione di melanina.
Secondo altre teorie, invece, sa­rebbe il processo stesso di produzione della melanina a causare la formazione di so­stanze tossiche che attaccherebbero i melanociti.
CURA DELLA VITILIGINE
Attualmente non esiste una cura definitiva contro la vitiligine. Le vie più seguite per la cura della vitiligine sono l’ applicazione locale di farmaci, la fototerapia e l’ intervento chirurgico (trapianto).

LE CREME PER LA CURA DELLA VITILIGINE
Partendo dal presup­posto che la vitiligine sia dovuta ad un di­sturbo di tipo au­toimmune, cioè che sia il corpo stesso a produrre anticorpi che distruggono i melanociti, si utiliz­zano creme a base di cortisone o, più re­centemente, farmaci immunomodulatori da applicare local­mente, come il tacrolimo o il pimecrolimo. Questi sono usati da soli o in associazione alla foto­terapia. I risultati sono variabili e i dati scientifici ancora non definitivi.

FOTOTERAPIA PER LA CURA DELLA VITILIGINE
La fototerapia si basa sull’ impiego di mezzi capaci di aiutare la pelle a pro­durre melanina. Qualche ora prima del trattamento si prendono farmaci fotoattivatori, come l’ 8-metossipsoralene, che rendono la pelle più reattiva a contat­to con la luce solare. Poi, ci si sottopone ad una serie di sedute con lampade speciali, che producono Uvb a corta lunghezza d’ onda. Di recente è stato introdotto l’ im­piego di laser a eccimeri che usa i raggi Uvb, indicato per forme localizzate di vitiligine con poche chiazze bianche.
Questa cura ha il limite di essere piut­tosto lunga (dura uno o due anni) e quindi anche relativamente dispendiosa; i risulta­ti sono discreti, soprattutto sulle mac­chie bianche recenti e non del tutto depigmentate.

IL TRAPIANTO PER LA CURA DELLA VITILIGINE
Consiste nell’ innesto di microisole di tes­suto prelevato da zo­ne donatrici e reim­piantate nelle aree malate. Il trapianto è utile soprattutto nei casi di vitiligine localizzata. La pelle va prima trattata con un peeling che asporta le zone più chiare, quindi viene effet­tuata un’ anestesia locale, che consente l’ innesto di lembi di pelle sana.

Michael Jackson e la vitiligine
Quando si parla di vitiligine non si può fare a meno di pensare a Michael Jackson, il re del pop recentemente scomparso. E’ stato proprio Michael Jackson, nel 1993, a dichiarare di soffrire di questa malattia della pelle subdola, che fa comparire sulla pelle vaste chiazze più chiare rispetto al colore base. Dopo aver cercato di nascondere le macchie bianche con il trucco ed essersi sottoposto a tante cure per riacquistare il colorito originario, Michael Jackson si è arreso e ha preferito ricorrere a trattamenti sbiancanti.
Fonte: iobenessereblog.it

Thursday, December 2, 2010

Consigli pre-ceretta

Effettivamente fare la ceretta non è una passeggiata, si "soffre" un pochino per essere davvero bella. Vi confesso che io preferisco il rasoio. Comunque, bando alle ciance, vediamo cosa fare per alleviare il dolore e preparare la pelle alla depilazione:


- Qualche giorno prima è consigliabile effettuare uno scrub sulla pelle dopo la doccia, per sollevare i peli incarniti ed eliminare le cellule morte, possiamo anche preparare uno scrub fatto in casa con olio d'oliva e zucchero, olio d'oliva e sale, miele e zucchero applicati sulla pelle unida con un leggero massaggio.

- Effettuare la ceretta durante il periodo pre/mestruale è sconsigliato in quanto si è più sensibili al dolore.

- La lunghezza ideale del pelo dovrebbe essere come minimo di mezzo centimetro, altrimenti non riusciremo ad estirpare nulla.

- Se abbiamo la pelle sudata come può accadere in questo periodo di forte caldo possiamo applicare del borotalco per far si che la cera si appiccichi meglio.

- Si consiglia di non esporsi al sole, naturale o artificiale nelle 12 ore che precedono e seguono il trattamento, se non potete evitarlo utilizzate una crema ad alta protezione.


- La cera dev'essere applicata con il rullo o la spatolina lungo la direzione di crescita del pelo, e strappata nella direzione opposta.

- Per limitare il dolore è rendere tutto più semplice teniamo la pelle tesa nel verso di crescita.



- Effettuare degli scrub anche nei giorni successivi, in modo da ridurre la formazione di peli incarniti.


- Ricordiamo di utilizzare con un batuffolo di cotone dell'olio sulla pelle per rimuovere i residui di cera, poi possiamo utilizzare una crema idratante che non contenga alcol o profumo.

Wednesday, December 1, 2010

Il bon ton della sposa

Dopo il post dello sposo, vediamo quello che la sposa deve e non deve fare.

1. Si – La sposa entrerà in chiesa insieme al padre che le darà il braccio sinistro.
2. Si – all’abito molto curato che, con sobrietà, lasci scoperta anche la schiena;
3. Sì all’abito lungo anche al matrimonio celebrato in municipio purché di gusto semplice e raffinato;
4. Sì – ai tessuti lavorati e ricamati e alle delicatissime sfumature di colore;
5. Sì – ad una piccola e funzionale borsina, purché ci si sposi in municipio;
6. Sì – agli orecchini che illuminano il viso, piccoli, possibilmente a bottoncino o, al massimo pendenti, ma mai a cerchio;
7. Sì – all’anello di famiglia da indossare però, rigorosamente solo al ricevimento e non in chiesa, dove le dita della sposa dovranno essere fregiate solo dall’anello nuziale;
8. Sì – ad un make-up molto naturale: smalto trasparente, leggermente rosato o madreperlato (molto chic la classica unghia “alla francese”); trucco appena accennato e, soprattutto, molto naturale (evitate, il più possibile, il trucco lucido che rischierebbe, soprattutto con il caldo, di farvi assumere l’aspetto di una foca!);

Capelli ricci: consigli piega


Questa procedura è indicata se avete i capelli ricci, la permanente o i capelli naturalmente mossi; se invece avete i capelli mossi è difficile da realizzare, ma non impossibile.Tamponate i capelli con l'asciugamano per togliere l'acqua in eccesso. Pettinateli con una spazzola o un pettine a denti larghi. Mettete 2-3 noci di schiuma e pettinate di nuovo. In alternativa potete usare l'olio di cocco.Mettetevi a testa in giù e massaggiate i capelli con le mani: il palmo va rivolto verso l'alto, le dita si aprono e si chiudono. Il movimento va eseguito dal basso verso l'alto.Mettete ancora due noci di schiuma e ripetete l'operazione aiutandovi con un asciugamano.Se potete lasciate asciugare in modo naturale, altrimenti utilizzate un diffusore: l'aria calda al massimo, l'aria fredda al minimo. Mai e poi mai usare il phon: i vostri ricci si incresperanno!
Fonte:bellezzacapelli.blogspot

Ceretta, pinzetta e decolorazione

I peli oggi rappresentano, per la maggior parte delle donne, una fastidiosa incombenza: la loro rimozione, sia per ragioni strettamente estetiche o sportiva è largamente diffusa.

Come sono formati i peli?
I peli sono costituiti da una radice, inserita nel follicolo pilo-sebaceo, e da un fusto, che rappresenta la parte visibile, che cresce con una velocità di circa 1 centimetro al mese. La velocità di ricrescita del pelo è strettamente legata alla tecnica di depilazione impiegata.

I metodi per rimoverli trattati in questo post saranno: la ceretta, la pinzetta, ed eventualmente, la decolorazione

La ceretta a caldoE' il rimedio ideale per una peluria folta e spessa. Le cerette a caldo sono costituite da un mix di sostanze (soprattutto resine e cere) che vengono riscaldate e spalmate sulla pelle, allo stato fuso, nella direzione del pelo. Nel solidificare, inglobano il pelo che così può essere estirpato con uno strappo energico; il calore della cera consente al follicolo pilifero di aprirsi, facilitando l'operazione. Per contro, il calore, provocando un vasodilatazione, rende questo metodo controindicato per chi soffre di vene varicose o di fragilità capillare.

La ceretta a freddoPiù semplice e più pratica rispetto alla cera a caldo, la cera a freddo deve essere preferita da chi soffre di fragilità capillare e ipersensibilità della cute al calore. La cera a freddo è costituita da vari componenti: il principale, il glucosio, conferisce una consistenza semisolida al preparato. Può essere utilizzata tale e quale oppure sottoposta ad un breve riscaldamento (a bagnomaria o a microonde) per facilitarne l'applicazione sulla pelle. La cera va spalmata nella direzione del pelo e successivamente vi va fatta aderire una striscia di tessuto compatto; con uno strappo energico contropelo è possibile asportare contemporaneamente la cera e i peli che vi sono rimasti intrappolati. Sono anche disponibili in commercio particolari strisce con un sottile strato di cera incorporata; la striscia, dopo un breve riscaldamento fra le mani, va applicata sulla zona da depilare e strappata energicamente.

La pinzettaCon la pinzetta si strappano i peli ad uno ad uno, bulbo compreso. E' perciò indicata solo per depilare zone limitate come sopracciglia, baffetti, intorno ai capezzoli, ombelico ed eventualmente inguine,. Utile anche per i ritocchi, specie dopo la ceretta, oppure per liberare peli incarniti. Il pelo deve essere afferrato il più vicino possibile alla pelle ed estirpato con un colpo secco, tirando nella direzione del pelo. E' consigliabile disinfettare la zona trattata prima e dopo la depilazione.
La decolorazioneQuando la peluria è sottile e rada è preferibile sostituire la depilazione con una semplice decolorazione. Si applica una crema schiarente a base di acqua ossigenata e ammoniaca che in pochi minuti (mediamente 10) decolora il pelo. Questo metodo è idoneo sia per zone circoscritte (es. baffetti), sia per zone più estese, come braccia e addome. Per scongiurare allergie o fenomeni irritativi è consigliabile fare una prova preventiva in una piccola area.

Tuesday, November 30, 2010

Il galateo dello sposo



Alcune volte, ci capita di andare ai matrimoni e vedere delle cose "obbrobriose".
In questo primo post dedicato al bon ton del matrimonio, partiamo dallo sposo.

Ecco cosa lo sposo deve o non deve fare durante il giorno piu’ bello della sua:
1. Sì al Tight, da indossare sempre rigorosamente abbottonato (con un fiore bianco all’occhiello), d’obbligo anche per i testimoni, per il padre dello sposo e della sposa; di rigore poi se la sposa indossa l’abito lungo e la cerimonia si svolge al mattina o non oltre le ore 18;
2. Sì al collo della camicia rigido e ripiegato se la camicia è a plastron;
3. Sì all’abito di lana, in qualunque stagione (in estate, si consiglia, naturalmente, il fresco-lana)
4. Sì al fermacravatta a spillone con perla per il plastron;
5. Sì al fiore all’occhiello del Tight, preferibilmente, un garofano dal colore pastello o, magari, una gardenia;
6. Sì al mezzo-tight se la cerimonia ha un tono più sobrio e meno sfarzoso o, piuttosto, all’abito tre pezzi, per un matrimonio giovanile e frizzante!
7. Sì alla cravatta in seta;
8. Sì all’orologio da polso, purché “nascosto” dal polsino della camicia.
9. No – allo smoking, che rimane pur sempre un abito da indossare la sera;
10. No – ai guanti e cappello (Tight) indossati durante la cerimonia: questi, vanno tolti all’ingrasso in chiesa e tenuti in mano;
11. No – a guanti e cilindro se si sceglie il mezzo tight;
12. No – al risvolto dei pantaloni per il tight;
13. No – alla scelta del tight se la cerimonia si svolge dopo le 18: in questo caso, meglio optare per il frac;
14. No – all’abito doppio petto, non adatto tipo di cerimonia;
15. No – al cappotto indossato (anche se è inverno e fa molto freddo!!), durante la celebrazione del rito;
16. No – ai calzini sia bianchi che corti!
17. No – alla pochette nel medesimo tessuto della cravatta: è preferibile sceglierla in tessuto e colore neutro, magari,in lino bianco;
18. No – a qualsiasi tipo di gioiello; uniche eccezioni concesse sono l’anello del casato (per matrimoni dei rampolli delle famiglie più in vista!), la spilla fermacravatta, i gemelli doppi al polsino doppio della camicia e, come accennato, l’orologio da polso;
19. No – all’orologio con catena da appendere al gilet dell’abito;
20. No – l’obsoleto e di dubbio gusto, “taglio della cravatta” nonché, ad ogni altro tipo di eccesso durante la cerimonia di nozze
Fonte: matrimonio.atuttonet.it

Torta alle castagne

Ingredienti:
- 800 gr di castagne
- 200 gr di marron glacè
- 1 bicchiere di latte
- 100 gr di zucchero
- 1/2 dl di panna
- 1 pizzico di sale
- 60 gr di zucchero a velo
- 1 bustina di vanillina
- 2 uova

Preparazione
Incidete con un coltello la buccia delle castagne e lessatele in 1 litro di acqua bollente e 1/2 bicchiere di latte per 1 ora, quindi sbucciatele ed eliminate tutte le pellicine. Passate le castagne al passaverdura e mettetele in un tegame con la panna e il latte rimasto, fate cuocere per qualche minuto in modo che la crema sia morbida e asciutta. Separate gli albumi dai tuorli e lavorate i tuorli con lo zucchero, quindi uniteli alla purea di castagne insieme alla vanillina. Spezzettate i marron glacè e uniteli al composto, se volete lasciatene qualcuno per decorare la torta una volta cotta. Montate a neve soda gli albumi con il sale e incorporateli alla purea di castagne.Versate il composto in una tortiera imburrata e cuocete in forno caldo per 30/40 minuti, fate raffreddare,spolverizzate con lo zucchero a velo e decorate a piacere con i marron glacè interi.
Fonte: dolciricette.blogspot.com

E' tempo di castagne: valori nutrizionali

E' tempo di castagne!!
Le castagne sono tra i frutti autunnali che contengono più vitamine di tipo B2 & PP, fibre, potassio e amidi che le rendono un'importante fonte di energia per l'intero organismo.Gli amidi delle castagne vengono assorbiti lentamente mantenedo stabile il livello della glicemia evitando così l'accumulo di grasso, infatti le castagne sono un ottimo rimedio antistanchezza per tutti, in particolare bambini e ragazzi dinamici e sportivi.

Per l'alta percentuale di carboidrati le castagne sono molto caloriche 100 gr di castagne lessate forniscono circa 120 che diventano 193 per le classiche caldarroste e 343 calorie l'etto per la farina di castagne....da usare con molta parsimonia.
Le castagne devono essere sempre ben cotte altrimenti possono provocare gastrite, colite, gonfiori addominali e altri problemi intestinali, per questo i bambini devono aspettare l'anno di vita prima di cominciare ad assaggiarle.
Vediamone in dettaglio i valori per 100g.

EnergiaKCal 165.00
KJoule 688.00
Calorie da proteine 7.00 %
Calorie da carboidrati 84.00 %
Calorie da grassi 9.00 %
Composizione chimica Quantità
Parte edibile 85.00 %
Acqua 55.80 gr
Proteine 2.90 gr
Carboidrati 36.70 gr
di cui
zuccheri solubili 8.90 gr
amido 25.30 gr
Grassi 1.70 gr
di cui
saturi 0.42 gr
monoinsaturi 0.78 gr
polinsaturi 0.89 gr
Fibra totale 4.70 gr
di cui
fibra solubile 0.37 gr
fibra insolubile 4.33 gr
Colesterolo 0.00 mg
Alcool 0.00 gr
Acido Fitico 0.05 mg



Vitamine Quantità
Tiamina (B1) 0.08 mg
Riboflavina (B2) 0.28 mg
Niacina (B3) 1.11 mg
Vitamina A (Retinolo eq.) 0.00 µg
Vitamina C 43.00 mg
Vitamina E mg
Minerali Quantità (mg)
Calcio 30.00
Ferro 0.90
Fosforo 81.00
Magnesio 32.00
Potassio 395.00
Rame 0.40
Selenio
Zinco 0.52
Aminoacidi mg / 100 gr di
parte edibile gr / 100 gr
di proteine
Lisina 175.00 6.03
Istidina 81.00 81.00
Arginina 154.00 5.32
Acido aspartico 556.00 19.17
Treonina 109.00 3.76
Serina 123.00 4.24
Acido glutamico 521.00 17.97
Prolina 98.00 3.39
Glicina 136.00 4.70
Alanina 133.00 4.58
Cistina 73.00 2.53
Valina 144.00 4.97
Metionina 35.00 1.19
Isoleucina 108.00 3.73
Leucina 171.00 5.91
Tirosina 93.00 3.19
Fenilalanina 126.00 4.36
Triptofano 26.00 0.91
Indice chimico 83
Aminoacido limitante Trip.
Acidi grassi Quantità (gr)
Grassi saturi totali 0.42
C4:0÷C10:0 (laurico) 0.00
C12:0 (laurico)
C14:0 (miristico) 0.01
C16:0 (palmitico) 0.38
C18:0 (stearico) 0.02
C20:0 (arachidico)
C22:0 (beenico)
Grassi monoinsaturi totali 0.78
C14:1 (miristoleico)
C16:1 (palmitoleico) 0.02
C18:1 (oleico) 0.74
C20:1 (eicosaenoico) 0.01
C22:1 (erucico)
Grassi polinsaturi totali 0.89
C18:2 W6 (linoleico) 0.79
C18:3 W3 (linolenico) 0.09
C20:4 W6 (arachidonico)
C20:5 W3
(eicosapentaenoico - EPA)
C22:6 W3
(docosaesaenoico - DHA)
Rapporto Polinsaturi/Saturi 2.10

Floriterapia: i fiori di bach

Ho deciso di scrivere questo post sui fiori di Bach, essenze naturali dalle proprietà curative, scoperte dal Dottor Edward Bach. Premetto: questa mini guida dal contenuto puramente conoscitivo non vuole sostituire assolutamente il parere di un medico o erborista. Quindi, in caso di eventuali "problemi" consultatevi con un esperto e non automedicatevi con cose "lette" sul web, personale consiglio. La salute è una cosa seria.

Detto ciò, partiamo col dire che i fiori di Bach provengono dalla natura e sono essenze ricavate da fiori, alberi e arbusti selvatici ed hanno la capacita' di ripristinare le virtu' dell'anima (trasformando la impazienza in pazienza, l'intolleranza in tolleranza, la paura in coraggio, ecc.), dunque di correggere e/o capovolgere i "difetti" della personalita' e gli stati d'animo negativi.

Il Dott. Bach suddivise i 38 rimedi in 7 categorie sulla base delle proprietà terapeutiche
1) Per vincere la paura;
2) Per combattere l'incertezza;
3) Per contrastare influenze negative esercitate da altre persone;
4) Per aiutare chi si preoccupa eccessivamente per il benessere degli altri;
5) Per per contrastare lo scarso interesse per il presente;
6) Per aiutare chi ha perso la speranza;
7) Per combattere la solitudine.
 
Vediamo uno a uno i traguardi, sostenuti dalla floriterapia, che ciascun fiore può farci raggiungere:
Agrimony - equilibrio emotivo
Aspen - protezione
Beech - tolleranza
Centaury - autodeterminazione
Cerato - fiducia in se stessi
Cherry Plum - equilibrio interiore
Chestnut Bud - concretizzazione
Chicory - generosità
Clematis - realismo
Crab Apple- ordine interiore
Elm - forza
Gentian - fiducia
Gorse - speranza
Heather - comprensione
Holly - amore
Honeysuckle - attualizzazione
Hornbeam - forza di agire
Impatiens - pazienza
Larch - autostima
Mimulus - coraggio
Mustard - allegria
Oak - costanza
Olive - vitalità
Pine - amore di se stessi
Red Chestnut - pensiero positivo
Rescue - primo soccorso
Rock Rose - coraggio
Rock Water - flessibilità
Scleranthus - forza decisionale
Star of Bethtehem-guarigione
Sweet Chestnut - cambiamento
Vervain - autodisciplina
Vine - autorità naturale
Walnut - nuovo inizio
Water Violet - appagamento di sé
White Chestnut - concentrazione
Wild Oat - realizzazione
Wild Rose - gioia di vivere
Willow - abilità

Kajal o Khol?


Kajal e Khol sono due prodotti di antica tradizione medio-orientale che hanno la caratteristica di rendere lo sguardo intenso, oltre che accentuare la dimensione dell' occhio ed esaltare il colore naturale.

Matita Kajal
Ha una mina morbida che si fonde a contatto con il calore della congiuntiva.
Nasce per essere utilizzata all' interno dell' occhio ma la si può fare uscire anche leggermente sulla rima palpebrale inferiore per far apparire un occhio più grande e intenso. Abitualmente nera può essere scelta in altri colori sempre intensi e scuri.

Kajal indiano
Si presenta sotto forma di cono ed è molto usato nelle regioni indiane dalle donne principalmente, ma anche dagli uomini e spesso viene applicato anche ai bambini piccoli .
In occidente si trovano delle varianti in pasta cerosa che permettono di creare un effetto molto sfumato.

Khol in polvere
Il Khol in polvere è poco usato in occidente ma ancora molto diffuso nei paesi arabi.è Di origine naturale è disponibile in diversi colori che si applicano con l'apposito bastoncino in legno tornito che si può sempre trovare nelle confezioni di stile etnico.

Monday, November 29, 2010

Bon ton: come si mangia?

Come mangiare alcuni alimenti?
Ecco ciò che suggerisce il bon ton.
Aperitivo: Si devono invitare gli ospiti almeno un’ora prima del pranzo. Disporre sul tavolo gli aperitivi alcolici e analcolici, piattini con stuzzichini (olive, tartine, patatine, salatini) e il porta ghiaccio con il ghiaccio.

Spaghetti: non devono essere mai tagliati, vanno avvolti attorno alla forchetta e mangiati subito. Non aiutarsi mai col cucchiaio per raccoglierli;

Asparagi: con le apposite pinze o in mancanza di queste con  forchetta e coltello

Lumache: con la pinza nella mano sinistra si tengono le lumache e con la destra si estraggono aiutandosi con l'apposita forchettina;

Ostriche: si aprono con l'apposito coltellino che serve anche per staccarle dal guscio;

Uova: si mangiano solo con la forchetta e non si devono assolutamente tagliare nemmeno quando sono sode;

Formaggio: si usa solo il coltello che serve a farne dei piccoli  pezzi .

Pesce: si pulisce togliendo per primo la testa e la coda, si toglie poi il primo filetto, e si adagia in un piatto pulito e si mangia. Con la forchetta si solleva la lisca e si appoggia su un lato del piatto aiutandosi con il coltello; e si estraggono gli altri filetti.

Pane: si spezza con le mani trattandosi di panini, mentre per pani interi si porta in tavola già tagliato, e i pezzi staccati vanno mangiati subito e in un solo boccone.

Insalata: si usa solo la forchetta. Se dovete spezzare le foglie troppo grandi aiutatevi con il pane ma evitate il coltello;

Pollo: non si mangia con le mani. Le ossa si portano alla bocca solo nell'intimità e con una mano; si adoperano forchetta e coltello

Pizza: si mangia usando le mani; se si tratta di pizza a trancio, altrimenti si usano forchetta e coltello.

Olive: si mangiano tutti intorno finché non rimane l'osso; utilizzando le mani o uno stuzzicadenti.

Carciofi: vengono puliti con le mani, arrivati al cuore, usare forchetta e coltello;

Miele: và immerso il cucchiaino nel miele ,farlo roteare per non far cadere le gocce. Va disposto poi sul piatto e da qui preso con un coltellino e spalmato su del pane;

Ciliege: vanno mangiate intere e il nocciolo va messo sul piatto con la mano destra custodito col pugno chiuso;

Mele e pere: si divide in 4 e poi ogni quarto viene infilzato con la forchetta e sbucciato con il coltello;

Banane: si sbucciano con forchetta e coltello e si mangiano con la forchetta;

Pompelmi: si servono divisi a metà in coppe e si mangiano con il cucchiaino;

Uva: si mangia un chicco uno alla volta, appoggiate i semi nella mano destra e sistemateli sul piatto;

Arancia: tagliare le due estremità, incidere la buccia a spicchi verticali e staccarla dalla polpa. Separate poi gli spicchi e mangiateli uno alla volta;

Mandarino: sbucciatelo con il coltello tenendolo tra le dita. Gli spicchi vanno staccati uno alla volta e mangiati subito.

Fonte:palermoweb.com

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